Il mercato immobiliare è stato preso d’assalto da quello turistico delle attività extralberghiere. Ma se è vero che queste hanno ridotto l’offerta di immobili a uso abitativo, riducendo di fatto quelle a disposizione dei giovani, è altrettanto vero che offrono opportunità di lavoro e sviluppo e alimentano un indotto in espansione.
Bisogna prima di tutto prevedere delle politiche abitative attive:
- Incentivi fiscali (a beneficio dei proprietari, a partire dall’IMU) per le locazioni abitative in favore delle giovani coppie a canoni calmierati
- Istituire una sezione speciale dedicata ai giovani all’interno del contributo stanziato ogni anno per il sostegno agli affitti
- Un fondo di garanzia comunale per gli affitti, che copra il rischio di insolvenza da parte degli affittuari e agevoli le risoluzioni dei contratti di locazione in caso di mancato pagamento
Queste politiche devono mirare a rendere parimente conveniente, per i proprietari degli immobili, la scelta per la locazione abitativa rispetto a quella turistica.
Un primo sostegno per la realizzazione di queste misure può provenire dalla revisione dei canoni di locazione commerciale degli immobili comunali, spesso molto al di sotto dei normali valori di mercato.
Approvare in Consiglio Comunale un Piano di Edilizia Economica Popolare ex lege 167/62 per la realizzazione di nuove unità abitative, utilizzando parte dell’avanzo di amministrazione già destinato a tale scopo nel bilancio comunale, da assegnare ai nuclei familiari in condizione di disagio abitativo.
Ma occorre anche intervenire drasticamente nella regolamentazione del settore extralberghiero. Prima di tutto contrastando l’esercizio illegale di attività ricettive, con revoca definitiva delle licenze per chi opera non rispettando la legge. In seconda battuta costruire, in sinergia con le associazioni di categoria, un regolamento comunale capace di fornire un quadro normativo chiaro e di tutelare le attività in regola. Tutelando in tal modo il diritto alla casa e quello alla libertà dell’esercizio di impresa.Chi opera nel settore extralberghiero è, ormai, a tutti gli effetti un imprenditore, mentre è del tutto residuale (e talvolta opportunistica) l’attività svolta a integrazione del reddito. Pertanto, per la gestione di tali attività nel territorio comunale deve essere previsto il riconoscimento dell’imprenditorialità mediante l’apertura di una partita IVA.