Nell’era della digitalizzazione, Sorrento deve porsi l’obiettivo di diventare capitale dell’innovazione nel Sud Italia: un laboratorio dove ricercare e sviluppare nuove modalità di interazione tra le istituzioni e cittadini per la fruizione dei servizi pubblici, dalla semplice richiesta di certificati anagrafici a istanze più complesse.
Il rapporto tra Comune e cittadino può essere completamente dematerializzato sfruttando le nuove tecnologie, raccogliendo in un portale web e in una App tutte le informazioni necessarie, dalle tasse agli orari dei mezzi pubblici, dagli eventi in Città agli avvisi per la cittadinanza.
Ogni cittadino sarà dotato della sua identità digitale, sincronizzata con i servizi nazionali SPID e app IO, con cui comunicare con gli uffici pubblici, semplificando la vita delle persone, che potranno monitorare in qualsiasi momento lo stato della loro istanza e dialogare direttamente con i responsabili del servizio richiesto.
Un portale specifico sarà poi dedicato alle imprese, e collegato direttamente ai servizi nazionali “Impresa in un giorno”, in modo da azzerare la difficoltà degli adempimenti burocratici e snellire il rapporto con la pubblica amministrazione.
Anche la fruizione turistica della Città dovrà essere completamente digitalizzata: una App pensata per i turisti con tutte le informazioni utili e gli eventi in corso, con supporto multilingua in tempo reale da parte di operatori specializzati.
Con il supporto di Università e soggetti specializzati, il Comune di Sorrento deve farsi promotore della nascita di un incubatore certificato per imprese del settore del digitale e delle nuove tecnologie dell’informazione. A tale incubatore, ogni anno, viene affidata l’organizzazione di un bando di interesse nazionale sulle nuove tecnologie da applicare nel campo delle smart city, con facoltà per il vincitore di realizzare il proprio progetto nel Comune di Sorrento.
Trasformare Sorrento in una Città d’avanguardia può però comportare il rischio di escludere chi ha minori possibilità di accesso a strumenti informatici e minori competenze digitali. Allo sviluppo tecnologico dei processi e dei servizi deve accompagnarsi il riconoscimento del diritto all’accesso a internet. Per questo motivo sarà importante istituire appositi corsi di alfabetizzazione digitale per gli studenti nelle scuole di grado inferiore, volti soprattutto a informare riguardo i potenziali rischi del web. Un corso analogo è poi da ripetere in orario serale a beneficio della popolazione più avanti con l’età. Infine, va previsto un fondo comunale a favore delle famiglie meno abbienti per l’acquisto di computer e di una rete internet.