La vivibilità è diventata la maggiore criticità della nostra Sorrento: smog, traffico congestionato, assenza di servizi pubblici e di politiche destinate ai residenti. Complice una cattiva gestione del territorio, siamo diventati un paese dei balocchi in cui tutto è lecito. In questo momento di transizione, bisogna essere determinati a realizzare cambiamenti radicali. Ripensare i tempi e gli spazi della Città con un duplice obiettivo: ecosostenibilità e rispetto dei residenti.
Riorganizzare il traffico cittadino, allargando la ZTL e attivando linee di trasporto pubblico a emissioni zero. Il nuovo sistema, integrato con sistemi smart per il tracking online dei mezzi e l’acquisto dei biglietti, dovrà coprire l’intero territorio, con fermate in corrispondenza dei parcheggi.
In tema di viabilità è indispensabile il coordinamento con gli altri Comuni della Penisola Sorrentina: un Piano Mobilità intercomunale, che consenta di regolare il flusso stradale e le adotti soluzioni alternative all’automobile, limitando l’ingresso di veicoli in Penisola.
Il percorso meccanizzato tra il Porto e il Parcheggio Lauro, strategico per la completa pedonalizzazione del Centro Storico, dovrà essere realizzato senza perdere neanche un euro di quelli stanziati dalla Regione, mirando alla gestione pubblica dell’opera. Non si può perdere ulteriore tempo in discussioni faziose. L’amministrazione uscente, oltre ad aver già perso un finanziamento regionale di 11 milioni di euro, è stata troppo balbettante su questo argomento.
Con l’ausilio di Centri di Ricerca Universitari ed enti preposti, è possibile realizzare un sistema di monitoraggio costante del territorio, in modo da intervenire tempestivamente in caso di criticità: dal mare alla qualità dell’aria, ma anche screening continuo delle aree verdi e delle essenze arboree. I dati dovranno poi essere resi pubblici su un apposito portale internet.
Particolare attenzione dev’essere riservata alla tutela del mare e alla bonifica dei rivoli e dei valloni, anche in collaborazione con le associazioni ambientaliste attive sul territorio e con il diretto coinvolgimento dei titolari delle concessioni demaniali.
Bisogna cavalcare l’onda della green economy, incentivando le imprese a realizzare programmi innovativi di riduzione dei rifiuti con sconti TARI e produzione di energia sostenibile con sconti IMU. Allo stesso modo, i titolari di licenze taxi e NCC dovranno essere incentivati nell’utilizzo di autovetture ibride o elettriche, e prevedere l’installazione di colonnine di carica in prossimità degli stazionamenti. Per dare l’esempio: entro il 2030, il fabbisogno di energia elettrica dei beni comunali dovrà essere coperto dall’utilizzo di fonti rinnovabili, mediante l’approvazione di un Piano Energetico Comunale, in linea con gli esistenti indirizzi regionali.
Ripensare la logistica delle merci, con la nascita di un polo di distribuzione in prossimità dei binari della Circumvesuviana, utilizzando la linea su ferro anche per il trasporto notturno dei beni non deperibili. La distribuzione dovrà poi avvenire con l’uso di mezzi elettrici in fasce orarie limitate.