Il Comune Unico della Penisola Sorrentina è l’obiettivo a cui mirare nel lungo periodo. Non cogliere questa importante occasione significa rinunciare definitivamente a essere competitivi nel prossimo futuro.

Ogni Comune ha ambizioni troppo grandi e spazi troppo piccoli per realizzarle.

Dall’Ente Idrico ai servizi sociali, passando per la Centrale Unica di Committenza, il destino di ciascun Comune si intreccia inevitabilmente a quello degli altri. Condividiamo la stessa economia, la cultura, le tradizioni, la storia. Eppure, in questo fazzoletto di terra insistono sei Comuni diversi con sei diverse amministrazioni, sei Consigli Comunali, molteplici funzionari e dirigenti. Tutti concentrati nella risoluzione degli stessi problemi, come la viabilità, la tutela dell’ambiente e la sanità.

Le criticità della Penisola Sorrentina non possono essere risolte da un solo Comune: serve uno sforzo collettivo. Purtroppo, i tentativi di collaborazione sono finora tutti naufragati tra campanilismi e gelosie di paese.

Sorrento deve guardare oltre e fare da guida in questo processo. Anche mediante la graduale istituzione di un’Unione dei Comuni, in modo da consorziare la gestione di alcuni servizi pubblici, per poi approdare, dopo apposito referendum, alla fusione tra i Comuni. Lo step intermedio dell’Unione dei Comuni dev’essere pertanto indirizzato a dimostrare che la presenza di un decisore unico è sinonimo di efficacia nella risoluzione dei problemi trasversali, quali la sicurezza, la viabilità, la sanità e la promozione turistica.

I vantaggi di un’aggregazione tra i Comuni sono notevoli: riduzione dei costi, maggiore peso politico e istituzionale, maggiori possibilità di accesso ai fondi europei, gestione unitaria del territorio e dei problemi condivisi, essenziale per la loro risoluzione.

In quest’ottica si innesta anche la discussione sull’Ospedale Unico della penisola sorrentina, alla cui realizzazione deve seguire una maggiore presenza di presidi sanitari dislocati sul territorio per funzioni di pronto soccorso e lungodegenza. Tale aspetto è da completare con l’istituzione delle figure degli Infermieri di Quartiere, che possono rappresentare una presenza costante delle istituzioni sanitarie al fianco dei cittadini per la necessaria assistenza domiciliare, soprattutto nei confronti degli anziani e dei disabili.

Il ciclo dei rifiuti della penisola sorrentina deve essere interamente riconsiderato. È antieconomico avere quattro differenti gestori in sei Comuni. L’ottimizzazione di questo processo, anche individuando nuove modalità (moderne ed ecosostenibili) per lo smaltimento dei rifiuti urbani, non può che partire dalla spinta propositiva del Comune di Sorrento.